Archive for March, 2007

Vita in Spagna

Passaporto per l’infinito

Lunedì mattina. Lunedì di ferie. Quale miglior modo di passare il tempo se non andare al Consolato alla ricerca dell’agognato passaporto??
Arrivo lì alle 9 scarse (il Consolato come già sapete apre dalle 10 alle 12.30, è molto faticoso lavorare lì dentro), c’erano già quasi una decina di persone in coda… ormai tutti hanno capito il trucco.
Il nuovo trucco invece è quello di arrivare al portone del Consolato alle 8 di mattina, per poter ritirare per primo il numero per fare poi la coda dentro il consolato. Se si arriva più tardi, invece, bisogna aspettare in coda non numerata fino alle 10, ora in cui esce l’addetto della sicurezza (italiano) che riparisce gli altri numeri, in crescendo. Per cui non spaventatevi se siete i primi della fila e alle 9.59 spuntano improvvisamente cinque o sei persone che vi fregano il posto. È tutto regolare.

La cosa migliore di questo tipo di code è la gente che sta in coda, e la possibilità di scambiare due chiacchere con chi è all’incirca nella nostra stessa situazione. Fra le solite decine di argentini, uruguaiani e oriundi di tutte le nazionalità in coda per il loro bel passaporto europeo, le decine di turisti italiani in coda per il avere il nulla osta per poter tornare a casa dopo il furto di portafoglio e relativi documenti (ne so qualcosa), nella coda di lunedí risaltava una coppia di italiani, lui residente a Barcellona e lei in Inghilterra, a cui avevano rubato i di lei documenti all’aereoporto, dopo aver fatturato i bagagli, e con l’aggravante di dover tornare, da straniera senza documenti, in un paese a dir poco paranoico sul tema sicurezza come l’Inghilterra.

Ma torniamo al tema principale. Il passaporto. Quello italiano. Come fare per averlo? Allora, come detto nel post di qualche settimana fa, è assolutamente necessario:

  • essere iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti Estero) da almeno TOT mesi. Purtroppo non so dirvi quanto sia TOT ma sono praticamente certo che se ti sei iscritto all’AIRE l’altroieri, oggi non ti lasciano fare il passaporto. A spannometro immagino siano sei mesi, ma magari due sono già abbastanza.
  • due foto tessera recenti (meno di sei mesi, dicono… come faranno a giudicare che siano 6 mesi o un anno e mezzo non lo so)
  • carta d’identita italiana (originale) e una fotocopia da consegnare a loro.
  • novanta (90) euro circa
  • mezza giornata di ferie e tanta, tanta pazienza

consegnato tutto ciò e dopo un paio di firme, non vi resta che aspettare un mese per poter passare un mercoledì pomeriggio, dalle 15 alle 16.30 (orario di apertura solo per il ritiro di passaporti).

Tutto qua. Semplice, no? :)

Musica, Vita in Spagna

Rumba italiana

Oggi ho scoperto che ieri sera andando al cinema, fra le varie tipiche riviste gratuite per turisti raccattate su, c’era anche una chiamata Quotidiana Barcelona che è praticamente una rivista per italiani (e amanti della cultura italiana) a Barcelona. Fra le varie pubblicità di ristoranti tipici italiani (come Gino’s :D ) c’era la pubblicità di un cantautore italiano che vive a Barcelona, con tanto di “guardate il video su Youtube!”. Non potevo quindi non condividere questa scoperta… a voi giudicare ;)

Vita in Spagna

E siamo quattro!

Da lunedì scorso, con l’arrivo di Sara, siamo in quattro italiani a lavorare nella ditta dove sto. Sara, Cristiana, Micaela ed io. Quattro persone su 110 può non sembrare molto, ma considerando che non siamo comunque gli unici stranieri qui dentro, è un ottimo risultato! Soprattutto perchè è una impresa 100% spagnola, nessun tipo di multinazionale o sede distaccata di qualche impresa italiana. Questo per ricordare a tutti che con un minimo di impegno e ricerca si può trovare lavoro in posti dove ci si può parlare la lingua del luogo in cui si lavora… sempre che questo interessi, sia chiaro. Io personalmente se volessi parlare inglese otto ore al giorno al lavoro, andrei a cercare un posto in UK o negli Stati Uniti.

Vita in Spagna

Sei un guiri?

Per tutti quelli che vivono a Barcellona (o più in generale in Spagna) è molto importante sapere se sono dei guiri o meno… è il primo passo è sapere cosa diamine sia un guiri.

Guiri è un termine informale per definire gli stranieri in generale, ma l’accezione più in voga è quella che si utilizza per prendere in giro i turisti stranieri che non hanno propriamente le idee chiare sul posto dove stanno.

Se avete intenzione di venire a stare a BCN per un periodo (non la classica settimana da turista), ecco alcune dritte sulle cose che dovete e non dovete fare per non essere bollati come guiri!

  • anche se sono tanto pittorechi, i sombreros messicani sono, come dice il nome, messicani. Per cui: VIETATO COMPRARLI.
  • Barcellona è, nel bene e nel male, bilingue. Prima imparate parole come bon dia, si us plau e carrer, meglio è.
  • gli orari della cena sono, quando va bene, a partire dalle 20.30 in avanti. Quindi, evitate mangiare paella e sangria alle sette di sera sulla Rambla.
  • Evitate di mangiare (solo) paella e sangria. Valencia è un luogo più indicato.
  • Il flamenco è andaluso, e voi non cantereste “O Sole Mio” a Venezia, vero??
  • Quello che potete trovare al Mare Magnum (in fondo alla Rambla, dopo Plaça Colón), lo potete trovare in qualunque centro commerciale europeo.
  • Barcellona è sul Mar Mediterraneo, ha un clima mite e molto spesso c’è il sole. Ma questo non è un buon motivo per passeggiare in pantaloni corti e sandali a febbraio.
  • Ci sono un sacco di quartieri con vicoli e stradine minuscoli che sono bellissimi da vedere, così come c’è tutto L’Eixample (pronunciato L’Esciampla) pieno di palazzi ed edifici modernisti che sono uno spettacolo. Non fissatevi solo nella Sagrada Familia e la Rambla.
  • Se cercate un posto per vivere, Gracia è molto boheme, ma ci sono anche altri quartieri magari più brutti e sicuramente più residenziali che possono costare un po’ meno

Queste sono le prime cose che mi vengono in mente per conoscere un minimo di più Barcellona e la cultura e i costumi dei suoi abitanti. Se ve ne vengono in mente altre…