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Vita in Spagna

E siamo quattro!

Da lunedì scorso, con l’arrivo di Sara, siamo in quattro italiani a lavorare nella ditta dove sto. Sara, Cristiana, Micaela ed io. Quattro persone su 110 può non sembrare molto, ma considerando che non siamo comunque gli unici stranieri qui dentro, è un ottimo risultato! Soprattutto perchè è una impresa 100% spagnola, nessun tipo di multinazionale o sede distaccata di qualche impresa italiana. Questo per ricordare a tutti che con un minimo di impegno e ricerca si può trovare lavoro in posti dove ci si può parlare la lingua del luogo in cui si lavora… sempre che questo interessi, sia chiaro. Io personalmente se volessi parlare inglese otto ore al giorno al lavoro, andrei a cercare un posto in UK o negli Stati Uniti.

Vita in Spagna

Sei un guiri?

Per tutti quelli che vivono a Barcellona (o più in generale in Spagna) è molto importante sapere se sono dei guiri o meno… è il primo passo è sapere cosa diamine sia un guiri.

Guiri è un termine informale per definire gli stranieri in generale, ma l’accezione più in voga è quella che si utilizza per prendere in giro i turisti stranieri che non hanno propriamente le idee chiare sul posto dove stanno.

Se avete intenzione di venire a stare a BCN per un periodo (non la classica settimana da turista), ecco alcune dritte sulle cose che dovete e non dovete fare per non essere bollati come guiri!

  • anche se sono tanto pittorechi, i sombreros messicani sono, come dice il nome, messicani. Per cui: VIETATO COMPRARLI.
  • Barcellona è, nel bene e nel male, bilingue. Prima imparate parole come bon dia, si us plau e carrer, meglio è.
  • gli orari della cena sono, quando va bene, a partire dalle 20.30 in avanti. Quindi, evitate mangiare paella e sangria alle sette di sera sulla Rambla.
  • Evitate di mangiare (solo) paella e sangria. Valencia è un luogo più indicato.
  • Il flamenco è andaluso, e voi non cantereste “O Sole Mio” a Venezia, vero??
  • Quello che potete trovare al Mare Magnum (in fondo alla Rambla, dopo Plaça Colón), lo potete trovare in qualunque centro commerciale europeo.
  • Barcellona è sul Mar Mediterraneo, ha un clima mite e molto spesso c’è il sole. Ma questo non è un buon motivo per passeggiare in pantaloni corti e sandali a febbraio.
  • Ci sono un sacco di quartieri con vicoli e stradine minuscoli che sono bellissimi da vedere, così come c’è tutto L’Eixample (pronunciato L’Esciampla) pieno di palazzi ed edifici modernisti che sono uno spettacolo. Non fissatevi solo nella Sagrada Familia e la Rambla.
  • Se cercate un posto per vivere, Gracia è molto boheme, ma ci sono anche altri quartieri magari più brutti e sicuramente più residenziali che possono costare un po’ meno

Queste sono le prime cose che mi vengono in mente per conoscere un minimo di più Barcellona e la cultura e i costumi dei suoi abitanti. Se ve ne vengono in mente altre…

Vita in Spagna

De NIE et passaporti

Come tutti (o quasi) sanno, la vera casa di ogni italiano a Barcellona, il luogo che lo fa sentire come se fosse nell’ufficio del suo comune o allo sportello della sua ASL è il Consolato Generale d´Italia in Barcellona.

Il Consolato ha una caratteristica peculiare: c’è più gente in coda per entrare lì che a passeggiare fra Plaça Catalunya e Les Rambles. Per cui se volete fare qualcosa, tipo iscrizione all’AIRE (Albo Italiani Residenti all’Estero, obbligatorio per poter far molte cose come cambiare la targa alla macchina o votare all’estero) vi consiglio di andarci MOLTO ma MOLTO presto. Farete coda per strada, perchè la simpatica portiera fino alle 10 non fa entrare nel portone del palazzo (è un classico palazzo dell’Eixample, il Consolato sta in un appartamento riconvertito a ufficio) per un oretta, ma almeno riuscirete a fare qualcosa.

Tornando al tema iniziale, il passaporto, visto che non avevo voglie di far code per chiedere informazioni, visto che al telefono è praticamente impossibile parlare e visto che volevo essere certo al 100% dei documenti da dover portare per fare tutto in una botta unica, ho deciso di seguire i consigli che il Consolato ci da e recarmi al Patronato INCA (Passeig de Gràcia, 12, 1ero piso). Due parole: NON FATELO. Non fatelo perchè è assolutamente inutile, almeno se non hai preso appuntamento, e non ti dicono niente se non un foglietto di informazioni davvero poco informativo. Oltre ad essere un ufficio che nulla a che vedere, almeno esteriormente, con un qualcosa di semi-ufficiale. Sempre dentro a un palazzo antico infatti, al primo piano, c’è un ufficio che si chiama “International Marketing blablabla”. Ecco, quello è l’ufficio del Patronato. Bah.

In ogni caso, riassumo brevemente quelli che dovrebbero essere gli elementi da avere per poter ottenere il passaporto:

  • essere iscritti all’AIRE
  • due foto tessera recenti (meno di 6 mesi)
  • carta d’identità
  • circa 90 euro

Spero che sia tutto, perchè come avrete capito io oggi non ce l’ho fatta a fare il passaporto, riproverò la settimana prossima (bruciandomi un altro giorno di ferie), perchè oggi la mia idea era anche quella di recuperare la tarjeta fisica del NIE. Io infatti ho il NIE regolarmente e rientro nella legge con tutti i crismi, però mi manca ancora la tarjeta da poter utilizzare come se fosse il DNI spagnolo, ed evitare così di andare sempre in giro con la mia carta d’identità italiana (che se la perdi sono cavoli amari).

Per far questo mi reco a Passeig Joan de Borbó (fermata del metro Linea 4 Barceloneta) nella Comisaria dove alla sua epoca(oltre due anni fa… ) feci tutti gli incartamenti necessari per il NIE. Appiccicata alla porta vetro della Comisaria c’è il foglio che dice chiaramente Per ritirare il NIE, recarsi dietro la Comisaria, Carrer de la Mar. Faccio il giro attorno alla Comisaria, dove c’è… una coda per entrare. Dopo la canonica mezz’ora di attesa entro e scopro che, per ritirare il NIE bisogna andare all’Avinguda Marques de l’Argentera 2, alla sede della Delegación del Gobierno, dove la coda è perpetua visto che lì è anche dove danno i permessi di soggiorno (e informazioni su come averli) per tutti gli stranieri sin papeles. In teoria qui con la lettera del NIE che mandano a casa, dovrebbero farti passare un po’ più rapidamente, ma dato che io l’ho persa (sono passati oltre due anni, eh? :P )mi sarei dovuto fare tutta la coda, e dato che era già tardi (le 10:30… ) avrei aspettato chissà fino a quando e magari senza successo. Anche qui riproverò un altro giorno, ma con calma perchè tanto il NIE da aver nel portafoglio è solo una comodità aggiunta e non una necessità.

Vita in Spagna

Le 12 fatiche di un italiano in Spagna

Dato che ho scoperto che http://www.italianiabarcellona.com mi ha rubato quella che voleva essere una delle idee di questo blog e a cui avevo già pensato nel 2004 trasferendomi qui, ovvero dare consigli pratici sulla sopravvivenza a BCN, me ne frego e lo faccio lo stesso :P
Spero di poter iniziare una sorta di “collabborazione” con Italiani A Barcellona, e nel frattempo scrivo qui i miei suggerimenti sulle cose da fare e da NON fare come italiano a Barcellona. E speriamo che Google indicizzi bene ste quattro righe… :P

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